Scuola dell'infanzia   

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UN PERCORSO DI ARTETERAPIA NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

DI LARGO SPONTINI

Per arte terapia s'intende un'attivazione di risorse che tutti abbiamo, la capacità di elaborare il proprio vissuto e di trasmetterlo creativamente agli altri. E' un processo educativo, laddove educare sta per “educere”, portare fuori: far emergere la consapevolezza e una maggior conoscenza di sé mediante la pratica espressiva, l'osservazione e il confronto.
Gli ambiti d'intervento sono fondamentalmente quello educativo, riabilitativo e terapeutico, anche se i confini fra loro risultano di frequente indefiniti o sovrapposti. In tal senso questa attività non si rivolge solo a chi possiede conclamati problemi di natura fisica e/o psichica, ma può rivelarsi un'esperienza straordinaria perché attiva meccanismi di apprendimento attraverso la modularità del gioco.
Il lavoro creativo e la possibilità di canalizzare l'esperienza con il gioco ,dà modo di costruire un ponte reale tra interno ed esterno, tra consapevole ed inconsapevole.
Con il notevole aumento nelle scuole di bambini extracomunitari e l’inserimento di soggetti diversamente abili, la scuola deve  rispondere a esigenze e bisogni sociali  a cui non sempre e’ preparata. Partendo dal presupposto che la creatività e’ un elemento importante per l’evoluzione dell’essere umano  dovremmo considerare l’educazione espressivo-creativa  come un momento di conoscenza e d’esperienza attraverso cui il bambino può spesso risolvere anche difficoltà sul piano cognitivo e relazionale. Quest’ anno all’interno della scuola dell’infanzia l’insegnate De Pascale Antonella ha proposto e condotto un progetto dal titolo “Arteterapia .e benessere” rivolto a un piccolissimo gruppo di bambini selezionati tramite screening grafico “Il test delle stelle e delle onde” di Ursula Avè-Lallemant. Il progetto di Arteterapia si è sviluppato per un totale di 33 ore all’interno del Progetto Generale “Cielo Sereno” che da anni si svolge all’interno del plesso Scuola dell’Infanzia di Largo Spontini. Un piccolo gruppo di quattro bambini  di 4 e 5 anni, uno per ogni sezione,  ha avuto l’opportunità di conoscere e metodologie non usate normalmente in sezione e di instaurare “un bagno affettivo” (Anne Denner) che gli ha permesso di fare un viaggio  che , come tutti i viaggi, è pieno di sorprese: dalla scoperta di se stessi e a quella del mondo esterno, quindi alla conoscenza degli altri. “Un viaggio che vuole condurci verso l’uomo del possibile”, dove fondamentali risultano essere le variabili psicologiche quali la consapevolezza percettiva dello spazio, del proprio sé corporeo, dell’ambiente, ecc. Anche se il luogo dove avveniva l’incontro purtroppo non era un vero e proprio setting strutturato, tipo atelier, tipico per questo tipo di attività , potrei dire che sono stati raggiunti dei piccoli importanti obiettivi:

·        Il potenziamento delle abilità individuali

·        il miglioramento dell'autonomia operativa

·        il raggiungimento di una più personale capacità creativa

·        il riuscire a considerare le proprie impressioni e a valutare le proprie espressioni conquistando un maggior senso d'identità

·        la concreta possibilità di rapportarsi con se stessi e con gli altri con senso di maggior “ben-essere”

Tale percorso potrebbe essere una valida metodologia di lavoro che porterebbe a una serie di ottimi risultati in tutti i vari ordini e gradi scolastici in quanto se si vuole intervenire efficacemente come insegnanti anche sul preadolescente, occorre far sì che i ragazzi possano concretamente elaborare i contradditori vissuti emotivi ed affettivi tipici di questa età attraverso proposte mirate e coinvolgenti  

DISEGNO ONIRICO

 

    

 DISEGNI DI FIDUCIA A COPPIE E CONDIVISIONE DELLO SPAZIO FOGLIO

 

Antonella de Pascale